Alla fine del XX secolo, il mondo assiste a una trasformazione urbana senza precedenti. L’esplosione demografica e la rapida espansione delle città, spesso degenerate in metropoli caotiche, lasciano dietro di sé un paesaggio di degrado sempre più esteso. I vecchi modelli di pianificazione urbana diventano obsoleti ancor prima di essere applicati; la qualità dello spazio urbano perde significato, le periferie si degradano, i valori immobiliari crollano. Degrado fisico ed economico vanno di pari passo con una progressiva erosione della qualità della vita: meno relazioni sociali, meno spazi pubblici dignitosi, meno senso di appartenenza.
In questo scenario di crisi profonda, molti intellettuali, urbanisti, architetti, economisti e sociologi cercano invano la “formula magica” per invertire la tendenza: prendere un’area degradata e trasformarla in un’oasi di benessere e rigenerazione. I tentativi, però, restano frammentari, parziali, insufficienti.
L’ideologo del PolisMaker
È in questo contesto di urgenza e insoddisfazione
che Angelo Caruso di Spaccaforno, docente e studioso di economia urbana, decide di agire in modo diverso. Invece di inseguire soluzioni tattiche, riunisce un gruppo interdisciplinare di esperti per riflettere in profondità sul futuro della città e per immaginare una figura professionale completamente nuova, capace di rispondere in tempo reale alle complesse sfide del territorio contemporaneo.

Città costruita e qualità del vivere: il rapporto tra desideri, valori e regole nell’urbanistica contemporanea
Dopo anni di intenso lavoro collettivo, nel 2002 viene pubblicato il volume “Città costruita – Qualità del vivere. Desideri valori regole” (Marietti), un’opera che raccoglie e sintetizza i risultati di una ricerca condivisa sul futuro della città e sulla qualità della vita urbana.

Il libro non si limita ad analizzare la crisi della città contemporanea, ma propone una vera e propria interpretazione culturale e progettuale. La città viene descritta come un organismo vivo e complesso, non riducibile a un semplice prodotto tecnico o a una conseguenza dello sviluppo economico. È piuttosto il risultato di scelte sociali, culturali e politiche che si stratificano nel tempo, influenzando profondamente la qualità dello spazio urbano e dell’abitare.
Al centro della riflessione emerge un principio fondamentale: la qualità urbana non nasce automaticamente dalla crescita economica né dall’espansione edilizia incontrollata. Non basta costruire di più per vivere meglio. Al contrario, la qualità del vivere in città è il frutto delicato di un equilibrio tra desideri individuali, valori collettivi e sistemi di regole intelligenti, capaci di orientare lo sviluppo verso il bene comune.

Questa visione si inserisce nel dibattito sull’urbanistica contemporanea e sulla pianificazione sostenibile del territorio, offrendo spunti ancora attuali per chi si occupa di progettazione urbana, rigenerazione delle periferie e governance delle trasformazioni urbane. Il tema della relazione tra regole urbanistiche e qualità della vita diventa così centrale per comprendere come costruire città più vivibili, inclusive e sostenibili nel lungo periodo.
PolisMaker: chi è il costruttore di città tra strategia urbana e bene comune
È proprio all’interno di questo volume che viene introdotto, per la prima volta in modo organico e strutturato, il concetto di PolisMaker, una figura professionale innovativa nel panorama della pianificazione urbana contemporanea.
Il PolisMaker nasce dall’esigenza di superare i confini tradizionali tra urbanistica, management e amministrazione pubblica. Non è semplicemente un urbanista né un manager urbano: è un vero e proprio costruttore di polis, capace di integrare competenze tecniche, visione strategica e responsabilità etica in un’unica prospettiva operativa.
Questa figura professionale per la governance urbana combina:
- competenze nella pianificazione e progettazione della città
- capacità di lettura dei processi sociali e culturali
- mediazione tra interessi pubblici e privati
- visione strategica per lo sviluppo sostenibile del territorio
- orientamento al bene comune nelle trasformazioni urbane

Il PolisMaker agisce come facilitatore dei processi urbani complessi, creando connessioni tra cittadini, istituzioni, imprese e comunità locali. È uno stratega urbano che opera nell’intersezione tra locale e globale, capace di tradurre bisogni individuali e desideri collettivi in progetti concreti e sostenibili.
In un contesto segnato da crisi ambientali, frammentazione sociale e crescente complessità amministrativa, il ruolo del PolisMaker nella rigenerazione urbana e nella pianificazione partecipata diventa centrale. Questa figura rappresenta una possibile risposta alla domanda: come costruire città più inclusive, sostenibili e capaci di generare qualità della vita?
Il PolisMaker non si limita a progettare spazi. Progetta relazioni, processi decisionali e visioni condivise di futuro. È il mediatore tra desideri privati e interesse pubblico, tra innovazione e identità territoriale, tra sviluppo economico e coesione sociale.
La nascita del PolisMaker: dal convegno internazionale ai Master per lo sviluppo urbano sostenibile
Il 2002 rappresenta un anno decisivo per l’affermazione del PolisMaker come nuova figura professionale per la governance urbana.
Durante un importante convegno internazionale tenutosi a Campione d’Italia, sotto l’egida del Centro di Cultura Scientifica Alessandro Volta, viene infatti annunciata ufficialmente la nascita di questo nuovo profilo dedicato alla qualità del vivere e allo sviluppo della città contemporanea.
L’annuncio segna un passaggio fondamentale: il PolisMaker non è più soltanto un’intuizione teorica, ma diventa una figura strutturata, riconosciuta e orientata alla trasformazione concreta dei territori.

Contestualmente, emerge la necessità di costruire un percorso accademico di alta formazione per professionisti della pianificazione urbana e dello sviluppo sostenibile. Nascono così i primi Master internazionali dedicati alla formazione del PolisMaker, inizialmente promossi in collaborazione con il Politecnico di Milano e successivamente evoluti in un percorso autonomo e riconosciuto: il Master “Il PolisMaker per la qualità del vivere e lo sviluppo urbano sostenibile”.
Questi programmi formativi si configurano come laboratori avanzati di:
- pianificazione urbana strategica
- rigenerazione urbana sostenibile
- governance delle trasformazioni territoriali
- progettazione partecipata e mediazione urbana
- sviluppo locale e qualità della vita
L’obiettivo è formare professionisti capaci di affrontare la complessità delle città contemporanee, integrando competenze tecniche, visione strategica e responsabilità etica. Il Master per PolisMaker diventa così un punto di riferimento nella formazione di esperti di sviluppo urbano sostenibile, in grado di operare tra istituzioni, imprese e comunità locali.
La nascita del percorso accademico consolida definitivamente il PolisMaker come figura chiave nei processi di trasformazione urbana, capace di coniugare innovazione, sostenibilità e bene comune.
