
Chi siamo
Il PolisMaker è la figura professionale innovativa che dal 2004 orchestra la trasformazione urbana sostenibile di città, territori e sistemi insediativi complessi a livello internazionale. Noi non ci occupiamo di progettare oggetti fisici, ma della regia strategica di città e territori attraverso un approccio transdisciplinare di trasformazione territoriale.
Noi non disegnamo l’oggetto fisico, ma orchestriamo e rendiamo possibile la sua trasformazione complessiva, sostenibile che migliora la qualità del vivere dell’essere umano e della sua comunità.
In cosa consistiamo davvero? Siamo i registi strategici e transdisciplinari della trasformazione di città, territori e sistemi insediativi complessi.
Cosa fa il PolisMaker e come si distingue – visione olistica urbana e regia delle trasformazioni complesse:
- lettura multidimensionale dei contesti (sociale, economica, ambientale, giuridica, culturale, politica) per la trasformazione urbana sostenibile
- individuazione delle leve di cambiamento più efficaci e sostenibili
- costruzione di strategie di lungo periodo e visioni condivise
- facilitazione di processi decisionali complessi urbani tra pubblico, privato, terzo settore e comunità
- integrazione di saperi tecnici, politici e sociali per far accadere progetti di qualità
- valutazione dell’impatto reale di interventi con visione olistica urbana
- attivazione della partecipazione e co-progettazione senza farne solo un rito formale

Processi decisionali complessi urbani – come facilitiamo la collaborazione tra attori:
- visione olistica (guardiamo il sistema nel suo insieme, non solo una disciplina)
- approccio transdisciplinare (sappiamo parlare la lingua di almeno 4-5 professioni diverse)
- PolisMaking come cultura dell’abitare collettivo di qualità
- cerniera tra visione politica, comunità, tecnica e mercato
- regia strategica della trasformazione (non esecuzione progettuale)
- generatori di valore condiviso (sociale, ambientale, economico insieme)
Un’immagine efficace per capirci subito:
Immagina un’orchestra sinfonica complessa (la trasformazione urbana/territoriale):

Il PolisMaker è come il direttore d’orchestra nella regia strategica città: coordina architetti (archi = edifici), ingegneri (ottone e percussioni = infrastrutture) e tutti gli attori per realizzare una trasformazione urbana sostenibile che migliori davvero la qualità del vivere.»
Fa suonare tutti insieme, sceglie quale musica vale la pena eseguire oggi, convince i musicisti a provare un nuovo arrangiamento, tiene il tempo con la comunità in platea e si assicura che alla fine lo spettacolo sia bello, giusto, sostenibile… e che piaccia anche tra vent’anni.
In sintesi, il PolisMaker non aggiunge un’altra matita tecnica: aggiunge la capacità di far accadere progetti di qualità in contesti sempre più complessi, frammentati e conflittuali. Ed è proprio questa capacità – oggi rarissima – che lo rende una figura innovativa, ricercata e molto attrattiva per il futuro delle città e dei territori.
